Sunday, March 25, 2007
La Pasqua
Sc. sec. di primo grado classe 2 A
Bullo con l’orsacchiotto
non era uno di quelli sempre sporchi; ma aveva una faccia brutta, non aveva uno sguardo pauroso, e non andava in giro armato; ma alcuni episodi, hanno fatto capire a Peter che Barry era un prepotente. Per esempio, spesso Barry andava vicino ad un bambino e gli strappava dalla mano il suo orsacchiotto e, ogni volta che incontrava persone che avevano paura di lui, pretendeva con prepotenza caramelle o giocattoli. Però, la sera del suo compleanno, era stato cortese con tutti gli ospiti e partecipava alle gare. Peter pensava che Barry avesse una doppia vita: ogni mattina in un determinato punto del tragitto tra casa e scuola, il bambino si trasformava in un mostro, e la sera il mostro ritornava bambino. Secondo me in ogni bullo c’è un bambino che ha bisogno di comprensione e affetto.
Sc. sec. di primo grado classe 2 A
Il calcio: una passione popolare
Sc. sec. di primo grado classe 2 A
Madre uccide cinque figli
Sc. sec. di primo grado classe 2 A
Bimbo vivace, maestra gli taglia la lingua
Sc. sec. di primo grado classe 2 A
Saturday, March 17, 2007
Fine settimana maledetto
Sc. sec. di primo grado classe 2 A
TU HAI VOGLIA DI CRESCERE O HAI PAURA DEL FUTURO?
Immagino che da grande, per prima cosa voglio studiare per cercare un posto di lavoro e poi vorrei assomigliare ai miei genitori che lavorano con entusiasmo. Infatti, soprattutto mio padre, è molto entusiasta per il lavoro che svolge, cioè il muratore, perché all’età di vent’anni è riuscito a costruire la nostra casa con le sue mani e sarei molto orgoglioso se assomigliassi a mio padre. La mia casa la sto già costruendo in campagna. Vicino c’è la scuderia dei cavalli, poi la stalla con le pecore, le capre e i polli. Poi ho pensato di fare una recinzione in cui i miei cari animali possono vivere felici senza scappare o essere aggrediti, poiché intorno alla mia casa c’è il bosco e molti animali selvatici come i lupi, le lepri, le volpi, i cinghiali, le faine e i cani randagi possono accostarsi.
Vorrei avere anche un bel giardino con l’erbetta, i fiori, le palme, gli alberi da frutta e una serra per i pomodori.
Nicola
Sunday, March 04, 2007
Pena di morte sì, pena di morte no
Da sempre l’uomo per punire un ladro, un omicida o qualsiasi trasgressore della legge l’ha punito o con il carcere, come avviene in Italia e nei paesi Europei , o con la legge del Taglione, come nei paesi Africani e del Medio Oriente , ma la pena più crudele e ingiusta è la pena di morte .
Nessun uomo ha il potere o la giustificazione di togliere la vita ad un altro uomo perché la vita è una cosa preziosa. L’uomo , anche se ha ucciso a sua volta, non può e non deve essere giustiziato altrimenti non riusciremo mai a colmare l’ ingiustizia della società odierna.
In Italia e in qualsiasi altro Stato Europeo la vita è protetta dalla legge e soprattutto dalla Carta dei Diritti Umani, la quale spiega chiaramente che il diritto fondamentale per l’uomo è la vita . Io credo che l’uomo, essendo capace di pensare, può capire l’importanza della vita dal suo concepimento sino alla sua fine naturale e quindi opporsi con tutte le sue forze alla pena di morte.
Lisi Andrea
Scuola sec. di primo grado
Classe I A - Banzi
SOS BULLISMO
In classe abbiamo letto alcuni articoli giornalistici riguardanti il fenomeno del bullismo tra i ragazzi le cui conseguenze mi hanno sconcertato. È terribile apprendere che,per stupide pretese o per invidia , si possa arrivare ad usare le mani provocando danni fisici spesso anche gravi. È ancora più stupefacente se pensiamo che gli autori di queste azioni sono ragazzi di età inferiori ai 16 anni. Secondo me questi ragazzi sono spinti a far del male per vari motivi: situazioni familiari particolari dove spesso gli stessi genitori educano i propri figli alla violenza o perché frequentano brutte compagnie o, nel peggiore dei casi, indossano gli abiti da bulli per essere accettati da quelle compagnie e sentirsi più forti. Non sono d’ accordo con i dirigenti scolastici che di fronte a questi fenomeni di bullismo, non sono in grado di adottare severi provvedimenti, ma si limitano solo a sospendere dalle attività scolastiche i ragazzi responsabili. Bisogna far capire a questi ultimi che non si può costruire un futuro basato sulla violenza calpestando la dignità altrui. Costruire un futuro migliore dipende solo da noi ragazzi, la nuova generazione, in grado di abbattere ogni frontiera con l’ amore che possiamo donare ogni giorno. Spero che le massime autorità si sentano coinvolte ed un po’ responsabili di questi episodi di bullismo che stanno dilagando tra i giovani e che siano in grado di promulgare leggi adeguate a tutelare tutti i ragazzi che vanno a scuola per studiare ed affrontare la vita senza ansie e paure.
Francesco De Bonis
Scuola sec. di primo grado
A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE
Il Dirigente Scolastico è venuto nella nostra classe e si è inventato uno scherzetto: “Il Ministro della Pubblica Istruzione vuole fare una nuova legge: chiudere la scuola per farvi giocare. Siete d’accordo? Scrivetegli una lettera.”
Detto, fatto.
A questa notizia siamo stati invasi da una sensazione di grande felicità perché a volte la scuola, le insegnanti, i compiti a casa, diventano davvero pesanti. Allora pensando al nostro futuro di libertà, abbiamo fatto tanti progetti, per riempire la nostra giornata: al mattino, ci sono i giochi al computer fino a ora di pranzo, il pomeriggio, liberi dagli impegni di scuola, il divertimento in strada con gli amici e così via per sempre. Poi, però, ci siamo fermati a pensare e ci è venuta in mente la storia di Pinocchio che abbandonò la scuola per seguire un amico nel paese dei balocchi, diventando alla fine , un povero asinello. Allora, abbiamo capito che questo ministro non vuole fare una cosa buona e perciò abbiamo deciso di dire “No” alla riforma. La scuola è molto importante per noi ragazzi, perché ci permette di imparare tante cose nuove, per diventare grandi e non rimanere asinelli come Pinocchio.
Luciana
Wednesday, February 14, 2007
RICORDA

Ricorda, allora, la svastica e la stella di David, il campo di lavoro che attraverso i camini dei forni crematori, “liberava” nel fumo le esistenze, gli occhi, e i volti e i corpi scheletriti dei deportati, la testimonianza di un sopravvissuto al genocidio, la testimonianza di una ragazza destinata a morire nei campi di concentramento.
classe 4
Friday, February 09, 2007
Una testimonianza preziosa: Franco Perlasca, figlio di Giorgio Perlasca, per noi a Banzi.

Dopo una sua breve introduzione nella quale ci ha detto che ha conosciuto la storia di suo padre quando già era adulto, quando il padre era sul punto di morire e ha parlato di un manoscritto, noi gli abbiamo fatto delle domande a cui ha risposto sempre in modo preciso, mai vago.
1) Vivere con un padre così speciale, così generoso, coraggioso e altruista, che cosa ha significato per lei? Nella vita di ogni giorno, che padre era Giorgio Perlasca?
Mio padre era un uomo semplice, era quello che gli Ebrei chiamano “giusto”. Dice la Bibbia che in qualsiasi epoca storica, nel mondo, ci sono 36 giusti: nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno di esserlo, ma quando è il momento, essi prendono sulle spalle le sofferenze del mondo e le risolvono. E’ per questo che, Dio non distrugge la Terra. La differenza tra l’eroe e il giusto è questa: l’eroe vive della gloria, il giusto, dopo aver fatto ciò che ha fatto, ritorna ad essere un uomo normale tra gli altri uomini normali. La sua vicenda, l’aveva trascritta in tre manoscritti: uno l’aveva inviato al Governo italiano, l’altro al Governo spagnolo e l’originale lo teneva per la sua famiglia, nascosto in un cassetto, come un testamento da scoprire solo dopo la sua morte.
2) Lei da bambino, avrà litigato sicuramente con qualche amico! Cosa le diceva suo padre?
Mio padre diceva:"Se qualcuno ti dà uno schiaffo, tu danne due", perché era convinto che alle ingiustizie, bisognava reagire.
3) Lei, che ha avuto questo grande esempio di vita, come vive gli episodi di discriminazione cui assistiamo oggi? Che cosa avrebbe fatto suo padre?
Mio padre avrebbe fatto ciò che ha già fatto: non c’è bisogno di atti eroici, ma di credere alla propria coscienza di uomo.
4) Suo padre è stato considerato un eroe, ha vissuto tranquillamente la sua vita, non ha chiesto né voluto nulla. Secondo lei, oggi in quale persona possiamo trovare un altro Giorgio Perlasca?
In tutti voi io rivedo mio padre, in tutti coloro che vivono semplicemente, facendo il proprio dovere, bambino o adulto che sia.
5) Lei pensa che questa vicenda abbia cambiato la vita di suo padre? Giorgio Perlasca continuava ad avere fiducia negli uomini?
Certamente mio padre era ottimista. Quando venne riconosciuta la sua grande umanità erano 5218, gli ebrei salvati. Tutte le scuole lo invitarono. A casa, ho due bauli pieni di onorificenze ricevute, ma lui amava farsi fotografare davanti ad una targa, dono degli alunni di una Scuola Media, che diceva:"A Giorgio Perlasca un uomo al quale tutti vorremmo assomigliare". Mio padre aveva molta fiducia nei giovani.
Noi vorremmo ringraziare Franco Perlasca per averci fatto conoscere un uomo coraggioso e giusto.
Gli alunni della scuola primaria di Banzi
Sunday, January 14, 2007
Il bullismo a scuola
E’ un fenomeno che consiste in una serie di prepotenze, umiliazioni, piccole o grandi torture psicologiche che uno o più ragazzi riuniti in un “branco” infliggono ai loro compagni a scuola. I bulli sono quei ragazzi che pensano di essere più forti e più furbi degli altri.
Il bullismo a scuola è un fenomeno assurdo perché, in essa noi impariamo ad essere educati e non aggressivi verso gli altri. Nel momento in cui vediamo che un compagno si comporta in modo incomprensibile, non dobbiamo avere paura e tacere ma, dobbiamo rivolgerci ai nostri genitori o alle nostre insegnanti, così possono capire le cause che spingono questi ragazzi a reagire in un certo modo.
A me è dispiaciuto tantissimo leggere la notizia del ragazzo down picchiato dai bulli, dovrebbero vergognarsi. Per fortuna nella mia classe non ci sono bulli!
Federico classe 4 sez. unica
Saturday, January 06, 2007
Piccoli pensieri per Natale

L'albero più bello
è quello che ho in casa,
sopra ha un cappello
a forma di rosa.
Addobbato con palline
blu e argento
con un filo fine, fine
mi ha reso contento.
Una bella stella in cima
gialla e oro
era dell'anno prima
è per me un tesoro:
perchè me l'han regalata
per il mio compleanno
e io l'ho usata
per augurare Buon Natale
e felice anno nuovo.
Walter
Anche quest’anno è Natale,
dopo le feste viene il carnevale.
Il cuore di ogni uomo
Diventa più buono.
Si va a mangiare dai parenti,
siamo più contenti
e ci vestiamo più trendy.
Tra risate e allegria
Siamo tutti in compagnia.
Augurando un buon Natale
E un felice anno nuovo
Son felice di nuovo.
Mirko
E’ Natale, cade la neve.La neve è bianca.
Vorrei che quel bianco porti speranza, fortuna e felicità a tutti i bambini che non hanno genitori e medicine.
Per me è sempre un Natale gioioso perché ho tutto quel bene che non hanno gli altri bambini poveri.
Mi sento molto felice, li vorrei aiutare, ma non so come.
Un Natale così è proprio sbagliato, invece, deve essere un Natale sempre bianco e sereno per tutti.
Chiara
Friday, January 05, 2007
CHE COS’E’ IL NATALE?
Natale è felicità e solidarietà perché ci ricorda la nascita di Gesù e ci invita ad aiutare i più bisognosi. (Antonella)
Il Natale è una festa di felicità da trascorrere con gioia e armonia. (Silvia)
Per me il Natale è molto importante perché oltre a ricordare la nascita di Gesù, ricordo anche la mia. E’ un giorno molto importante.(Nicola)
Natale è una festa importante, perché unisce tutte le persone, ed è il momento per unirsi con la propria famiglia e per essere più buoni.
La cosa più bella ed importante del Natale è ricordare la nascita di Gesù, cioè la luce che illumina il mondo , che aiuta, perdona, è fedele a tutte le persone e crede che le persone possono cambiare il loro modo di vivere facendo sempre azioni belle, buone ed utili per aiutare tutti, specialmente chi è in difficoltà.(Marco)
Thursday, December 21, 2006
UN MERCATINO DI NATALE PER SPERARE

Una grande e bella iniziativa.
Un mercatino di prodotti realizzati da noi bambini della Scuola Primaria di Banzi e un sogno: contribuire con il ricavato alla costruzioni di una scuola in un paese della Nigeria.

Il responsabile dell'Associazione "Opera Don Bonifacio Azione Verde ONLUS" ha parlato a tutti noi di questo paese martoriato dalla povertà e dalla fame. Ci ha parlato, in particolare, dei bambini, dei loro occhi sempre allegri e sorridenti nonostante tutto, desiderosi di apprendere una nuova parola, una nuova canzone in italiano, ansiosi di ricevere una carezza, pronti a custodirla gelosamente.
Ci ha detto che questi bambini, che ci assomigliano in tutto, (amano giocare, rotolarsi per terra, anche fare a botte), hanno qualcosa in più rispetto a noi : per loro ogni oggetto, anche una semplice matita è qualcosa di prezioso e ciò trasmette un'emozione fortissima perchè noi bambini di oggi siamo abituati ad avere tutto e a non essere più felici di nulla.Questa esperien
za ci ha riportato alla mente una lettura presa da un settimanale che fa riflettere:
_non parlano con la bocca aperta, non sprecano il pane, non giocano con la mollica per farne palline,, non fanno capricci, non dicono :"questo non mi piace!".
Non pestano i piedi per avere il loro posto preferito, non regalano al cane il grasso del loro prosciutto, hanno il cuore pesante ma il corpo è così debole che vivono in ginocchio.Per avere il loro pasto, aspettano buoni, buoni..., qualche volta piangono, quando l'attesa è troppo lunga ma state tranquilli, non grideranno, non ne hanno più la forza: se i loro occhi potessero parlare, incroceranno le braccia sul ventre gonfio, si metteranno in posa per fare una bella foto e...moriranno piano piano, senza far rumore, senza disturbare...Sì, sono proprio educati quei bimbi lì.
E noi siamo felici di averli aiutati.
Scuola primaria di Banzi
Un genio tuttofare
Mi è piaciuto moltissimo studiare questo personaggio della storia e su di lui ho visto molti documentari. Quest'uomo vissuto nel Rinascimento, fece grandi scoperte, ed era un genio. Mi ha incuriosito anche il suo modo di scrivere; lui scriveva da destra a sinistra e, si dice che lo faceva per non far leggere i suoi appunti.
Scuola secondaria di primo grado di Banzi
A scuola
Il tempo a scuola passa in fretta, ed io mi trovo benissimo a contatto con gli amici ed i professori; infati per me, la scuola oltre ad essere il luoo dove si studia e ci si impegna, è anche un luogo dove si impara a crescere bene insieme agli altri e a divertirsi; infatti, nei preziosi momenti di svago io e i miei amici ci divertiamo un sacco. Scherziamo anche con i professori, e loro si divertono insieme a noi in modo da alleggerire alcune lezioni un pò pesantine!!!
La mia scuola è bella strutturalmente e questo alimenta ancora di più il mio amore per lei. Ancora, la mia scuola fornisce un'ampia scelta di attività opzionali, che io e i miei amici facciamo con piacere, ma soprattutto con amore e dedizione!!
Scuola secondaria di primo grado di Banzi
Thursday, November 16, 2006
LA FESTA DI HALLOWEEN IN CLASSE

Finalmente sono le undici, io ho messo la maschera da zucca; corro verso la porta tutto allegro, ad un tratto-aiuto! aiuto! aiuto! C'è il mostro fantasma!-
Alcuni bambini hanno preso le zucche e hanno spaventato i bambini più piccoli.
Alla fine abbiamo mangiato i dolcetti, ci siamo divertiti e abbiamo giocato.
E’ stata una giornata fantastica.
Classe terza(scuola primaria di Banzi)

Il giorno di halloween con tutti i miei amici abbiamo festeggiato ed io ho provato sentimenti di gioia, di felicità, di allegria perchè stavo insieme e mi divertivo con i compagni a scuola.nella nostra classe la maestra ha appeso festoni e palloncini.Prima di festeggiare, la nostra maestra ci ha scattato delle fotografie che erano venute bene. Fatte le fotografie, io e i compagni abbiamo iniziato a festeggiare mangiando dolcetti, pizzette e patatine. Io, Giulia e Pasquale avevamo al collo dei ciondoli a forma di zucca, di fantasma, di ragno e di cappello. Gianpaolo era vestito da zucca e da strega e portava al polso un orologio che spruzzava. Stefano era vestito da vampiro.Ortenzia aveva una maschera che teneva un coltello finto conficcato nell'occhio. Angela era vestita da fantasma. Rosalba, teneva un cerchietto a forma di pipistrello appoggiato sulla testa. Giulia portava una maschera da scheletro. La maestra d'inglese aveva un cappello nero e gironzolava nelle classi.
Angelinda
Tuesday, October 31, 2006
LA MIA FAMIGLIA
sembra una ragazzina,
è molto bella,
è come una reginella.
Mio padre è robusto,
è un bel fusto,
lavora sempre
e non smette mai.
Mio fratello è biricchino
ma è un ragazzino;
io sono il migliore
ho il cuore pieno d'amore.
MIRKO